Mestruazioni scarse o assenti
lunedì, maggio 11th, 2009Nel mentre una mestruazione scarsa per quantità e durata non rappresenta un fatto rilevante e può indicare una modesta insufficienza ovarica o un certo infantilismo dell’apparato genitale non preoccupante, l’assenza totale delle mestruazioni che intervenga in età feconda può essere sintomo di alterazioni ghiandolari importanti (a carico dell’ipofisi, della tiroide, del surrene) o di malattie generali serie, o ancora conseguenza di uno strss. E, malgrado indagini diagnostiche e cure specifiche, spesso i risultati sono deludenti, non scevri di quei pericoli che si possono incontrare quando si insiste con cure ormonali nel tentativo di ristabilire certi equilibri già profondamente alterati.
Anche questa è una ragione che, in casi del genere, può giustificare il ricorso alle erbe, perlomeno quando si ha già avuto modo di constatare l’inefficienza della terapia ufficiale. Sia ben chiaro ancora una volta che nella maggioranza dei casi questa alternativa la si pone, come qui, non certo perchè si considerano le erbe più attive (casomai, è il contrario), ma proprio per vedere sè con mezzi più semplici ed innocui, si possono risolvere determinate situazioni senza creare guai peggiori per l’organismo.
Senza vagare troppo per i campi… soffermiamoci su una pianticella che può fare al caso nostro. Si tratta della Salvia (Salvia officinalis) le cui tante virtù forse troppo esaltate dalla medicina di un tempo sono state altrettanto troppo trascurate dai moderni. Già dai tempi dell’antica Grecia (Dioscoride) si era notato che questa pianta aveva azione emmenagoga (atta a favorire il mestruo) quando ancora nessuno poteva saper nulla di ormoni. Ora, sè alcuni moderni lo negano, altri però ne sostengono tale potere sulla base di ricerche che avrebbero dimostrato la presenza di “estrone” (un ormone) in percentuale di 6 unità di sostanza secca. Poca cosa apparentemente, ma sufficiente a far intuire dove stia la verità, se si pensa appunto che certe conclusioni, anticamente, si basavano soprattutto sui fatti.
Per questi casi, occorrerà usare la tintura, poichè si tratta di una cura che deve potrarsi nel tempo. La prepareremo al 20 per cento con alcool di 20°, lasciandola macerare per 15-20 giorni. La somministreremo con in dose di 50 gocce due volte al giorno, meglio un’ora prima dei pasti, e regolandosi da caso a caso. Vale a dire che nella semplice mestruazione scarsa potremo darla già iniziando quindici giorni prima del ciclo. Nella vera amenorrea (completa mancanza del mestruo) si darà invece per alcuni mesi di seguito, perlomeno per tre o quattro mesi prima di giudicarla inefficiente, e riducendo magari in seguito se il ciclo ricomparisse, per somministrarla una sola volta al giorno per parecchio tempo. E’ un tentativo che ben merita di essere fatto, perlomeno per la sua innocuità. Un’altra pianta che va tenuta presente in tali casi, sia pure in sottordine alla Salvia, e soprattutto nella scarsità mestruale, è il Senecio o Calderugia (Senecio vulgaris) già cosigliata come infuso nella dismenorrea. Anche in questa prepareremo la tintura nello stesso modo come per la Salvia e ne daremo 20-25 gocce due volte al giorno, iniziando a metà fra un ciclo e l’altro.
Infine, in alternativa a queste due piante, e soprattutto se vi fosse anche una certa sintomatologia dolorosa ricorderemo la Calendula (Calendula officinalis), per infuso di 1 grammo di fiori su una tazza di acqua bollente, due o tre tazze al giorno.
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