Ansietà
lunedì, maggio 18th, 2009Con questa unica parola intendiamo comprendere molte altre espressioni, quali l’emotività, l’angoscia, l’agitazione, il nervosismo, gli stati di collera, di irrequietezza, di tensione nervosa, poichè se terminologicamente queste parole possono avere un significato diverso, sostanzialmente definiscono delle condizioni che hanno in comune la medesima matrice e, più generalmente, non sono altro che modi individuali di manifastare un cedimento di autodominio e di sicurezza in sè. Se certe distinzioni possono avere almeno teoricamente una qualche importanza per una scelta sofisticata di un farmaco della medicina corrente, agli effetti erboristici invece sarebbe pretenzioso e privo di senso concreto il dire altrettanto. Si può dire che tra le erbe abbiamo dei rimedi ansiolitici, cioè depressori e calmanti, tra i quali primeggiano gli stessi che abbiamo osservato parlando dell’insonnia, perchè la loro azione è fondamentalmente la stessa e l’unica variante la potremo apportare noi usando dosi diverse, vale a dire dosi singolarmente più leggere e distribuite nel corso della giornata anzichè concentrate nell’unica somministrazione serale.
Certamente oggi la medicina, che dovrebbe avere come più alto compito quello di guidare anche la scelta del modello di vita più conforme all’umanità (intendiamo per medicina l’arte in cui filosofia, biologia, e scienza dell’uomo si condensano per procurare a questi una vita che rispetti e gli mantenga un giusto equilibrio di serenità fisica e psichica) non fa invece che rimettersi alle scelte altrui e cerca semmai di adattare l’uomo come una macchina alle assurde contingenze che altri predispongono. Nascono i tranquillanti, quelli che rasserenano di più o di meno, quelli che fanno dormire e quelli no, quelli che danno anche una carica euforizzante o meno, ed ancora quelli che diminuiscono l’angoscia ma non i riflessi, o gli altri che alterano un pò i riflessi ma consentono di restare lucidi.
Ce n’è per tutti i gusti, sino a preparati tuttofare, veri e propri paradisi in pillole, polizze assicuratrici contro i danni di una vita assurda. E nulla da dire circa la scientificità degli studi che portano a scoprire molecole con azione selettiva su una zona o l’altra di quei centri nervosi che presiedono agli stati di coscienza: la strada di questa scienza è aperta per adattare l’uomo a subire ogni insulto, ogni programma di esistenza innaturale che gli venga imposto, modificandone la sensibilità, senza mai mettere un freno agli insenati artefici di distruzione della vita stessa.
Dopo questa scivolata su un tema che di per sè ci condurrebbe troppo lontano, torniamo ai nostri tranquillanti vegetali; così chiameremo i rimedi naturali che abbiamo già esaminato ed utilizzeremo con questo criterio:
Il Luppolo, di cui potremo fare un infuso al 2 per 100, cioè 2 grammi per una tazza e berne due tazze al giorno, una al mattino e una al pomeriggio. Delle tinture ci regoleremo su 20-30 gocce due o tre volte al giorno.
Il Biancospino potrebbe essere indicato nelle forme più leggere. L’infuso lo faremo di 2 grammi per tazza, prendendone 2-3 tazze al giorno; della tintura useremo dosi di 40-50 gocce due volte al giorno.
La Valeriana, il cui infuso (radice fresca) lo prepareremo con un grammo su 100, ripetibile due o tre volte al giorno. Di gocce della tintura ne useremo 30-40 due volte nella giornata, secondo necessità.
Altrettanto diremo della Passiflora, il cui infuso lo faremo con 1 grammo ripetibile 2 0 3 volte al giorno e la cui tintura useremo analogamente in dose ridotte e frazionate.
Idem dicasi per il Ginestrino, infuso e gocce a dose ridotte e piuttosto ripetute 3-4 volte al dì.
A questi possiamo aggiungere altre 3 o 4 voci di un certo interesse, meno note ma da tenere presenti.
Il Tiglio (Tilia platyphillos), per infuso di 2 grammi di fiori su una tazza, di cui 3 al giorno. Meglio ancora la tintura in alcool di 30°, al 20%, da 20 a 50 gocce due o tre volte al giorno. Per avere l’alcool di 30°, col solito sistema che abbiamo già visto, partite da 310 grammi di alcool a 95° più acqua sino al litro.
Il Tiglio ha proprietà sedative leggere. Recenti studi sulle sue gemme, messe a macerare allo stato fresco in glicerina diluitaq con alcool, ed usate così come la tintura, avrebbero messo in evidenza una ben mggiore attività del genere sia sui centri del sonno, sia sulla regione cortico ipotalamico, tali da farlo considerare in questa forma di preparazione come un ottimo ansiolitico. La miscela di glicerina diluita con alcool riuscirebbe a far estrarre meglio i principi attivi delle gemme. Questo procedimento viene applicato ad altre erbe e piante medicamentose, e costituisce un metodo nuovo e migliore di sfruttamento dei loro poteri. Contentiamoci, per quanto ci riguarda diprocedere col sistema più semplicedell’alcool, ed otterremo ugualmente qualche buon risultato.
Anche il Salice Bianco (Salix alba) o meglio la sua corteccia, in forma di tintura al20 per 100 in alcool di 20° ed a dosi di 30 gocce due volte al giorno è dotato di potere sedativo.
Ricorderemo ancora la Melissa (Melissa officinalis), anch’essa come sedativo più indicata in tintura (non solo per praticità, ma perchè più ricca di principi attivi). La tintura si fa sempre al 20% con alcool di 70° e si da in dose complessiva di 30-50 gocce al giorno, prese in 2 o 3 somministrazioni.
Così come abbiamo visto per l’insonnia, con queste tinture si può procedere ad una mescolanza in parti uguali, ad esempio con tre di esse, e regolarsi con un dosaggio complessivo giornaliero variabile da 30 a 60 gocce, da assumere in due o tre volte. In queste associazioni è consigliabile che una delle tre o quattro sostanze sia sempre rappresentata dalla Valeriana o dalla Passiflora, per la loro più netta azione sedativa nei confronti delle altre che abbiamo citato.
Tag: agitazione, ansietà, erbe, gocce, infuso, insonnia, medicina, naturale, nervosa, nervosismo, Patologie, rimedi, rimedi naturali, scienza, uomo, Vale



















































