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Menopausa

martedì, maggio 12th, 2009

I disturbi dell’età critica femminile possono essere di grado più o meno notevole ed accanto casi che decorrono con la semplice comparsa di alterazioni vasomotorie, come le caldane, qualche palpitazione o al massimo leggere variazione dell’umore, ve ne sono altri nei quali l’assettamento dell’equilibrio endocrino comporta alterazioni ben più fastidiose di fronte alle quali si è praticamente costretti a ricorrere ad adeguata terapia ormonale per la quale erboristicamente non abbiamo surrogati di azione sufficiente a compensare la situazione. Di fronte però alla sintomatologia minore, e si tratta dei casi più frequenti, qualcosa si può fare anche dal nostro punti di vista, tanto più se si vogliono evitare gli ormoni che non sono sempre del tutto innocui.

Per le vampe di calore, le congestioni, ed anche per un certo effetto sull’insonnia e l’eccitazione nervosa, un buon rimedio è il Meliloto (Melilotus officinalis) o Erba vetturina. Per il fatto di contenere anche una sostanza chiamata “cumarina”, è da considerarsi inoltre un buon fluidificante del sangue. Lo useremo in forma di tintura, da prepararsi con le sue sommità fiorite ed alcool di 20°, nella proporzione di 20 grammi per cento di alcool e da somministrare a basso dosaggio, cioè 5-10 gocce tre volte al giorno, a distanza dai pasti. Chi ne volesse usare l’infuso, lo può preparare con 30-40 grammi su un litro di acqua, di cui prendere tre tazze al giorno.

Per il nervosismo e la tachicardia un altro buon rimedio è il Biancospino (Crataegus oxiacantha) che useremo in infuso, in dose di 3 grammi su 100 di acqua bollente (20 minuti di infusuione) e daremo a tazzine, 5 o 6 al giorno.

In particolare, per lo stato di ansietà, agitazione, potrebbe essere  utile la Valeriana (Valeriana officinalis) sotto forma di decotto infusione che potremo preparare la sera precedente, 15 grammi di radici per litro di acqua, a bollire per 10 minuti, lasciando riposare tutta la notte per bere l’indomani, tre bicchieri durante la giornata. Volendo preparare la tintura, useremo l’alcool al 70° (720 grammi di quello a 95° più acqua sino al litro); 20 grammi di radici spezzettate in cento per alcool di alcool e solita macerazione per 15 giorni almeno. Tale tintura si darà in dose di 30-40 gocce due o tre volte al giorno.

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Mestruazioni abbondanti

lunedì, maggio 11th, 2009

In questi casi si parlerà di “ipermenorrea” o addirittura di “menorragia” (se il disturbo fosse molto accentuato).

Evidentemente, anche qui, le cause andranno studiate dal medico, perchè possono essere di origine ormanale ipofisaria, o da malattie generali, o dovute a scarsa contrattilità dell’utero, iperplasia della sua mucosa interna, fibromi, tumori ovarici, ecc. Questo va detto a scanso di equivoci, prima di passare a certe proposte terapeutiche disinvolte, che anche e soprattutto a livello erboristico non possono essere confortate da sucessive speranze.

In ogni caso, sempre nel presupposto di non avere altre scelte da fare, verrebbe la pena di tentare una o l’altra di queste cure: la Borsapastore, in forma di tintura che daremo in dose di un cucchiaino tre volte al giorno, iniziando sempre almeno una volta prima dal ciclo, e salendo anche a quattro o cinque durante il medesimo. Questa pianta per la presenza di sostanze chiamate “bioflavonoide” e di vari sali di potassio ha azione di vasocostrittrice sulla mucosa liscia dell’utero, in modo simile alla Segale cornuta, molto usata dalla medicina ufficiale.

In seconsa posizione va considerato il Millefoglio (Achillea millefolium), in forma di infuso, consigliato usare la somministrazione in tintura, da prepararsi al 20%, con alcool di 20°, stesso dosaggio come per la Borsapastore.

Al pari dell’Achillea millefolium, si può considerare anche il Lamio bianco (Lamium album), ed anche di questo, preferibile la tintura, da prepararsi con i fiori, sempre al 20% con alcool di 20°, 30 gocce tre volte al giorno nei giorni precedenti al mestruo e quattro o cinque volte invece durante il periodo stesso.

Altra pianta che viene usata in questi casi con vantaggio per le proprietà emostatiche (nonostante che alcune osservazione scientifiche sembrino negare tali proprietà) è l’Equiseto. Nonostante ciò vale la pena provare il decotto (60 grammi per litro da bollire per un’ora), prenderne tre tazze al giorno. Se il rimedio si dimostrasse efficace se ne potrebbe poi utilizzare l’uso in tintura, da preparare e  utilizzare come già sopra detto, cominciando qualche giorno prima del mestruo.

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